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LE RUBRICHE DI ERIDANOSCHOOL - Astrologia e dintorni a cura di Lidia Fassio

RUBRICHE DI ASTROLOGIA

a cura di Eridano School 
TEMPERAMENTO E SPIRITUALITÀ
 
Temperamento e spiritualità La “Filosofia Perenne” è una cosa che in sé è universale e al di fuori del tempo. E’ una metafisica che riconosce una Realtà divina consustanziale al mondo delle cose, delle vite e delle menti; è una psicologia che scopre nell’anima qualcosa di simile alla Realtà divina o addirittura di identico ad essa; è un’etica che assegna all’uomo come fine ultimo la conoscenza del Fondamento immanente e trascendente di tutto ciò che è.

Si possono trovare rudimenti di questa “Filosofia Perenne” nelle dottrine tradizionali dei popoli primitivi in ogni regione del mondo, mentre nelle sue forme compiutamente sviluppate – come Massimo Comune Divisore - essa trova collocazione in ognuna delle religioni più elevate.

I grandi maestri della “Filosofia Perenne” hanno dedicato molto del loro tempo a comprendere il rapporto tra la costituzione fisica della persona e il temperamento individuale, da un lato, e il genere e grado di consapevolezza e conoscenza spirituale dall’altro.

Con il migliore sforzo possibile e il migliore ambiente sociale, tutto ciò che possiamo sperare è di spremere il più possibile dalla nostra costituzione psico-fisica congenita; tuttavia voler mutare gli schemi fondamentali di costituzione e temperamento è al di là delle nostre possibilità, oltre ad essere probabilmente un esercizio abbastanza inutile.

Nel corso degli ultimi trenta secoli sono stati fatti molti tentativi per elaborare un sistema “classificatorio” nei termini del quale si potessero misurare e descrivere le differenze umane. Per esempio c’è l’antico metodo indù di classificare le persone a seconda delle categorie psicofisiche e sociali di casta. Vi sono poi classificazioni originariamente mediche associate al nome di Ippocrate, classificazioni in termini di abitudini fondamentali – la tisica e l’apoplettica – o dei quattro umori (sangue, flemma, bile nera e bile gialla) e delle quattro qualità (caldo, freddo, umido e secco); oppure le classificazioni della persona indicate dalla cultura cinese: metallo, legno, fuoco, etc.; o quelle di stampo astrologico: aria, acqua, fuoco, terra, con tutte le combinazioni ipotizzabili, etc.

Forse il sistema più comprensivo e flessibile fu quello di William Sheldon.

Sheldon, in un qual modo, si ispira alle tre vie classiche della spiritualità (indicate soprattutto dalla Bhagavadgita indù): la via delle opere, la via della conoscenza e la via della devozione. Nel cristianesimo queste sono conosciute come la via di Marta (la salvazione attraverso l’azione) e la via di Maria (la salvazione attraverso la contemplazione), e riprendono poi la struttura indo-ariana delle caste (o classi sociali) in oratores, bellatores e laboratores.

Secondo Sheldon ogni individuo è un misto – in proporzioni variabili – di tre componenti fisiche e psicologiche in stretta relazione fra loro.

Ciascuno di noi apparterrebbe a una delle seguenti categorie, pur restando ovviamente anche condizionato dalle altre due che lo caratterizzerebbero comunque, ma in minore dose: endomorfismo, mesomorfismo ed ectomorfismo.

L’individuo con alto grado di endomorfismo è in prevalenza molle e rotondo e può facilmente diventare un volgare grassone. Esso ha spesso un intestino lungo e pesante. Il suo corpo è tutto costruito attorno al sistema digestivo.

Quello eminentemente mesomorfo è duro, ha le ossa grosse e i muscoli forti.

L’ectomorfo in alto grado è esile e ha ossa piccole e muscoli filacciosi, deboli e invisibili. Esso ha un sistema nervoso ipersensibile e pertanto relativamente indifeso.

Sheldon inoltre fa i seguenti collegamenti:

· Endomorfismo = Viscerotonia
· Mesomorfismo = Somatotonia
· Ectomorfsimo = Cerebrotonia

Tra le caratteristiche viscerotoniche abbiamo l’amore del cibo e del mangiare in comune, l’amore delle comodità e del lusso, l’amore per la cerimoniosità; la cordialità indiscriminata, la paura della solitudine e la brama di compagnia; l’espressione disinibita delle emozioni, la brama di affetti e di vita sociale e il bisogno di aiuto altrui quando si è nei guai; nostalgia per l’infanzia.

Tra le caratteristiche somatotoniche conosciamo l’amore per l’attività muscolare, l’aggressività e la sete di potere; l’indifferenza al dolore e ai sentimenti degli altri; senso sportivo e coraggio fisico; un bisogno di attività quando si è nei guai; nostalgia per la giovinezza.

Tra le caratteristiche cerebrotoniche abbiamo un maggiore interesse per ciò che avviene dietro ai nostri occhi, piuttosto per ciò che avviene nel mondo esterno, al quale, viceversa, il viscerotonico e il somatotonico sembrano essere più interessati. Il cerebrotonico vuole vivere e lasciar vivere, e la sua passione per la tranquilla solitudine è intensa. Infatti in compagnia i cerebrotonici sono nervosi e schivi. I cerebrotonici detestano sbattere le porte o alzare la voce. Il loro modo di fare è composto, e quando si tratta di esprimere i propri sentimenti, essi sono assai riservati. Le effusioni sentimentali del viscerotonico li colpiscono come qualcosa di offensivo e vacuo e perfino insincero, e non hanno alcuna pazienza per le cerimoniosità, l’amore del lusso e la magnificenza che sono propri del viscerotonico. I cerebrotonici non si creano facilmente delle abitudini e trovano difficile adattare la loro vita alla routine, due cose invece molto naturali per i somatotonici. A causa della loro ipersensibilità i cerebrotonici sono spesso, in modo quasi patologico, portati al sesso.

Il viscerotonico e il somatotonico si adattano bene al mondo in cui vivono; ma il cerebrotonico è in un certo senso incommensurabile alle cose, alle persone e alle istituzioni che lo circondano. Di conseguenza, una proporzione piuttosto alta di cerebrotonici estremi non riesce a produrre buoni risultati come cittadini normali e pilastri medi della società. Tuttavia, se molti cerebrotonici falliscono, molti anche escono dalla norma, superando ampiamente la media: nelle università, nei monasteri e nei laboratori di ricerca scientifica (dovunque insomma si offra rifugio a coloro i cui stomaci piccoli e muscoli deboli non permettono di aprirsi la strada lottando nella giungla del mondo) la percentuale dei cerebrotonici ben dotati sarà quasi sempre molto alta. Rendendosi conto dell’importanza (o del pericolo) di questo tipo estremo di essere umano, iperevoluto e scarsamente mondano e vitale, tutte le civiltà umane hanno provveduto, in un modo o nell’altro, alla sua protezione.

Come detto, fra la gente, la variazione è continua, e nella maggior parte delle persone le tre componenti sono mescolate, anche se un predominio di una parte sull’altra è sempre presente, facilitato o dalle contingenze esterne, o dall’età del soggetto.

Parlando di alcune religioni, il buddismo primitivo, come il Vedanta (la disciplina metafisica indù), sono tendenzialmente cerebrotonici.
Il confucianesimo, invece, è un sistema eminentemente viscerotonico: familiare, cerimonioso e molto mondano e “concreto”. Chi avesse caratteristiche personali di un tipo o di un altro tipo, farebbe bene a scegliersi la religione più adatta alla propria natura. L’avere avuta imposta una religione, una e indiscutibile, è stato uno dei più gravi incidenti spirituali che certi popoli abbiano subito nella loro storia, ed è stato uno dei fattori che ha portato l’occidente a diventare sempre più materiale.

La religione (originaria) dei Vangeli è invece quella che ci possiamo aspettare da un cerebrotonico. Infatti l’insistere sul fatto che il Regno dei Cieli è interiore; il trascurare il rituale; l’atteggiamento un tantino sprezzante verso il legalitarismo, verso le consuetudini della religione cerimoniale organizzata, verso le feste e i santuari; la generica oltremondanità; l’importanza data alla repressione, non solo dell’azione aperta, ma anche del desiderio e dell’intenzione inespressa; l’indifferenza agli splendori della civiltà materiale e l’amore per la povertà come uno dei beni supremi; la dottrina secondo cui il distacco deve essere portato fin nella sfera delle relazioni familiari e in base alla quale la devozione alle mete più alte degli ideali semplicemente umani, anche la rettitudine degli scribi e dei farisei, possono essere distrazioni idolatriche dell’amore di Dio: bene, tutte queste cose sono idee tipicamente cerebrotoniche, che non sarebbero mai sorte spontaneamente a un estroverso amante del potere o a un viscerotonico del pari estroverso.

L’islamismo contiene elementi fortemente somatotonici, donde la serie nera di guerre sante e persecuzioni dell’Islam: una lista paragonabile a quella del cristianesimo più tardo, dopo che la religione si era compromessa con la somatotonia non rigenerata del mondo, al punto da chiamare la sua organizzazione ecclesiastica “la Chiesa Militante”.

Spesso, per molte mete umane, è un ostacolo essere un estremo cerebrotonico, viscerotonico o somatotonico altrettanto estremo. Ma mentre i primi due possono fare del male soprattutto a se stessi, il somatotonico estremo è un pericolo pubblico.

Tutta la storia delle civiltà è un complesso di stratagemmi religiosi, legali ed educativi per impedire ai somatotonici estremi di nuocere troppo, e per dirigere le loro energie incomprimibili in canali socialmente desiderabili .

Tuttavia, ahimé, secondo Sheldon negli ultimi 50 anni si è consumata – in piena crisi religiosa – una rivoluzione somatotonica, rivolta cioè contro tutto ciò che vi è di tipicamente cerebrotonico nella vita cristiana (e sociale).

Ecco alcuni sintomi di questa rivoluzione somatotonica:

·Nel cristianesimo tradizionale – come in tutte le grandi formulazioni religiose della Filosofia Perenne – era assiomatico che la contemplazione fosse il fine e lo scopo dell’azione. Oggi la maggioranza dei cristiani considera l’azione volta al progresso materiale e sociale come il fine, e il pensiero analitico (addio alla contemplazione) come il mezzo per quel fine.

·Nel cristianesimo tradizionale – come in tutte le formulazioni religiose della Filosofia Perenne – il segreto della felicità e la via della salvazione dovevano essere cercati non nell’ambiente esterno ma nello stato d’animo dell’individuo in rapporto all’ambiente. Oggi la cosa di somma importanza non è lo stato d’animo, ma lo stato dell’ambiente. Si ritiene sempre di più che la felicità e il progresso morale dipendano da un più elevato livello di vita.

·Il sistema educativo cristiano tradizionale poneva l’accento sull’inibizione; con la recente apparizione della scuola progressiva l’accento è posto sulla espressione di se stessi.

·Nel cristianesimo tradizionale si metteva fuori legge ogni espressione di piacere nella soddisfazione degli appetiti fisici e sessuali, mentre ora si è passati all’esatto opposto.

·La filosofia popolare della vita ha cessato di basarsi sui classici della devozione e sulle regole della buona educazione aristocratica; ora essa viene plasmata dagli specialisti del marketing e della pubblicità, la cui unica preoccupazione è persuadere tutti a essere il più estroversi e sfrenatamente avidi possibile, poiché è solo il predace, l’irrequieto, il dispersivo che spenderà soldi per le cose che gli inserzionisti vogliono vendere: il progresso tecnico è infatti in parte il prodotto della rivoluzione
somatotonica, e in parte il produttore e il sostenitore della rivoluzione.

·L’attenzione verso l’esterno (una vera e propria intensa caduta di Adamo) dà come risultato le scoperte tecniche. A loro volta le scoperte tecniche hanno avuto come risultato la produzione in serie; e la produzione in serie, è ovvio, non può essere mantenuta a pieno regime, se non persuadendo tutta la popolazione ad accettare la nuova Weltanschauung somatotonica e a comportarsi di conseguenza (fino a giungere alle massificazioni demenziali dell’”Isola dei Famosi” che si sposano perfettamente con le nostre domeniche pomeriggio trascorse nei centri commerciali di provincia … e tutto il resto che già conosciamo).

·Mai come negli ultimi decenni il denaro e, di conseguenza, il lavoro hanno acquistato sempre più centralità (di massa) nella vita degli esseri umani (diciamo a partire dalla Rivoluzione Industriale), perpetrando quella reificazione e divinizzazione delle forze e dinamiche economico-sociali, che ha portato sempre di più l’uomo contemporaneo ad alienarsi, costruendosi una gabbia di finti valori e priorità, da cui ora è difficile uscire, se non a caro prezzo (il lavoro – che ora è il fine e non più il mezzo di crescita umana - è necessario alla cultura somatotonica per foraggiare i propri appetiti vitali).

·Inutile aggiungere, poi, che anche la guerra moderna è strettamente legata alla rivoluzione somatotonica, e così via.

La Filosofia Perenne si domanda quale sarà il risultato di questa inversione su scala mondiale di una politica sociale così antica come era quella cerebrotonica e in parte viscerotonica. Il tempo ce lo farà vedere, anche se possiamo già scorgere all’orizzonte i primi effetti di tale radicale mutamento.

In questa apoteosi dell’ego (che ci caratterizza più o meno tutti), per coloro che non hanno voluto aderire al mondo nella sua accezione più forte, vuoi rendendosi degni del suo Creatore, vuoi, meno duramente, rendendosi magari semplicemente degni del cosmo, il mondo, oramai in mano ai somatotonici, è, spiritualmente parlando, un luogo molto pericoloso.

 
 
 
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